Guida ubriaco

 

da L’Eco di Bergamo 4 ottobre 2014

Prima la fuga poi l’aggressione
25enne guida ubriaco: arrestato

Appena ha visto il posto di blocco, pur di non sottoporsi ai controlli, ha fatto inversione a «u», per poi scappare. Ma non è finita qui e, quando i militari lo hanno rintracciato, lui – in evidente stato di alterazione – ha iniziato ad aggredire i carabinieri avviando una colluttazione.

 

È successo alle 5 del mattino di sabato 4 ottobre: un giovane di 25 anni, residente ad Almenno San Bartolomeo, italiano e incensurato, è stato fermato ad Ambivere da una pattuglia dei carabinieri di Almenno San Salvatore, allertata da un automobilista che aveva notato la macchina del giovane eseguire una repentina inversione di marcia poco prima del posto di controllo attivato dai militari.

Da qui il fermo della vettura con il giovane che, appena vistosi bloccato dai militari, ha premuto l’acceleratore per scappare a tutta velocità facendo così perdere le sue tracce.

Ma i militari non hanno mollato la presa e hanno deciso di attenderlo sotto la sua abitazione: fermato, il 25enne ha aggredito verbalmente e fisicamente i militari, che lo hanno arrestato. Il giovane, tra l’altro in evidente stato di alterazione, si è rifiutato di sottoporti alla misurazione etilometrica.

Arrestato con le accuse di violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, è stato quindi anche deferito in stato di libertà per il suo rifiuto. In direttissima nella mattinata di sabato, ha negato la resistenza. Il giudice ha convalidato l’arresto senza l’applicazione di misure cautelari. Il processo è stato rinviato all’11 novembre.

Giovani e alcolismo

da Corriere.it

DOMANDE & RISPOSTE

Giovani e alcolismo, ecco i segnali inconfondibili del problema

L’eccesso di alcol porta a depressione, causa mal di testa e difficoltà ad alzarsi dal letto. E l’aria in camera da letto puzza.

di Margherita De Bac

Come può un genitore accorgersi precocemente che suo figlio si è avvicinato all’alcol? Risponde alle domande del Corriere.it Emanuele Scafato, responsabile Osservatorio Alcol dell’Istituto Superiore di Sanità, gastroenterologo. «Il primo segnale (continua…)

Droga a scuola

Tutti sanno, ma nessuno parla e denuncia. Questo il quadro che emerge ascoltando le testimonianze di alcuni studenti degli istituti scolastici cittadini sul traffico di droga all’interno del mondo scolastico dopo il blitz di martedì mattina.

A poche ore dagli arresti, nel primo pomeriggio proprio l’uscita dalle scuole – scelte a caso, visto che gli inquirenti non hanno reso noto quali siano quelle frequentate dagli arrestati – era senza dubbio il luogo più indicato per percepire la diffusione e la percezione del fenomeno tra gli stessi ragazzini.

Purtroppo quasi tutti i giovani hanno confermato di essere a conoscenza dell’attività di spaccio e di sapere di ragazzi che, puntualmente, fanno uso di sostanze stupefacenti: «Certo, sappiamo che ci sono strani giri di droga – commentano due ragazze del Vittorio Emanuele – vicino al nostro istituto e quindi la notizia di questi arresti non ci stupisce più di tanto. È un fenomeno con cui dobbiamo fare i conti per non farci coinvolgere».

A pochi passi dalle pensiline degli autobus c’è il liceo scientifico Lussana, dove alcuni ragazzi denunciano episodi di spaccio proprio vicino alla stazione.

Tutto su L’Eco di Bergamo del 24 settembre

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Droga a scuola, 8 minori arrestati

Droga a scuola, 8 minori arrestati - Due genitori li scoprono da FB

L’Eco di Bergamo 23 settembre 2014

Bergamo -Spacciavano marijuana ai loro coetanei, molto spesso a scuola o nelle vicinanze degli istituti superiori di Bergamo. Dall’alba di martedì 23 settembre i carabinieri della Compagnia di Bergamo, in collaborazione con la polizia locale cittadina, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di otto minorenni, tutti maschi. Si tratta di sette giovani italiani e un ragazzo straniero, accusati di detenzione e spaccio di stupefacenti. Sono residenti in città e provincia: solo uno di questi è diventato maggiorenne in questi mesi di indagini.Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale dei minori di Brescia su proposta della Procura: tutto nasce da un’indagine avviata a marzo. Dalle investigazione i militari avevano scoperto che i minorenni spacciavano marijuana che veniva acquistata e poi smerciata nella Bergamasca, con l’aggravante di essere venduta a ragazzi a loro volta minorenni. A dare il via alle indagini due genitori di due ragazzi che si erano insospettiti dai messaggi che avevano letto nelle pagine Facebook dei figli. I ragazzi coltivavano la droga in casa o comunque la nascondevano, per poi venderla ai coetanei nelle scuole o nelle vicinanze. Tutti istituti superiori della città di Bergamo con i militari che hanno individuato anche una 50ina dei loro clienti: la marijuana costava dai 5 ai 10 euro a seconda della qualità.

Accertate almeno 300 cessioni: concordate telefonicamente con un linguaggio in codice, i ragazzi parlavano di «cioccolato» per la marijuana, «dorella» per quella coltivata in casa, «tè verde» per quella non coltivata in abitazione. Spesso i ragazzi utilizzavano un sistema di contovendita, chiamato «prevendita» e in diversi casi gli inquirenti hanno intercettato minacce e accuse a causa di ritardi e mancati pagamenti della droga.

Ora gli otto giovani arrestati, quasi tutti studenti con scarso profitto scolastico, sono stati inseriti in diverse comunità del territorio. Nelle perquisizioni avvenute nella mattinata di martedì è stata recuperata della droga che sarebbe stata venduta nelle scuole e alcune piantine coltivate in casa dai giovani.

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